Scavi in cantiere. Scoperto uno scheletro con torque al collo e cavigliere. Gioielli nella tomba vicina

La massa più scura è risultata evidente. Resti organici, là sotto, segnalati dal terreno più bruno. Sono bastati pochi colpi di cazzuola, per iniziare a scendere nello strato, dopo che un rapido escavatore, aveva rimosso depositi di terra accumulati nei secoli e previ di elementi di interesse archeologico. Ed ecco, asportazione dopo asportazione, a mano, delicatamente, di uno scheletro che portava al collo un’imponente torque, segno di potenza.

La torque è un collare o un girocollo, o più raramente un bracciale, solitamente d’oro o di bronzo, torto – forse da qui l’etimologia – a partire da una verghetta di metallo. Esso – lo vediamo bene, qui sopra – è un cerchio aperto in un punto, che si avvicina all’immagine di un serpente che sta cercando di mordersi la coda. Veniva usato dai Celti, Sciti e altri popoli antichi, tra i quali i nostri Reti, le popolazioni dell’arco alpino, che conoscevano e utilizzavano la torque come dimostrano, ad esempio, le incisioni di alcune divinità della Valcamonica – soprattutto il dio Cernunnos -.